Interviste

Chi è Ilaria Panci?

Viaggi, immagini e sperimentazione nel percorso di un’artista che esplora fotografia, tecniche analogiche e relazione con i luoghi

A cura di Creative Plaza

Chi è Ilaria Panci?

Ilaria Panci è tra le artiste dell’Atelier Arti Visive di Creative Plaza e condurrà i workshop di Cianotipia e Solarigrafia all’Ex Mercato di Torre Spaccata il 24 ottobre e il 12 dicembre 2026.

Bio

Ilaria Panci è artista, fotografa e viaggiatrice. La sua ricerca attraversa fotografia analogica, sperimentazione, natura e pratiche legate alla luce, sviluppate attraverso anni di viaggio, residenze artistiche e progetti internazionali.

1) Hai vissuto e viaggiato per circa 17 anni in diversi Paesi. Quanto questa esperienza ha influenzato il tuo lavoro artistico?

Moltissimo. La forma più estrema e più pura d’arte per me è la natura. Vivere per tantissimi anni a stretto contatto con essa, senza pareti e senza confini mentali, mi ha insegnato prima di tutto a osservarla, a essere paziente e poi a lasciarmi ispirare.

La permacultura sociale osserva per il bene dell’individuo e del collettivo e, a volte, mi sono sentita assolutamente parte di questo concetto ma attraverso l’arte visuale. Oltre alla natura, ho avuto l’opportunità di collaborare e vivere a contatto con diversi progetti e residenze artistiche che mi hanno fatto conoscere tante realtà e mi hanno fatto capire che l’arte, per me, è una forma di occupare il mio tempo di cui non riuscirò mai a sbarazzarmi, nemmeno nei momenti di crisi più profonda.

2) Quando hai iniziato a fotografare e come si è sviluppato nel tempo il tuo percorso come artista?

Mia nonna materna e mia madre hanno sempre utilizzato la fotografia come mezzo per comunicare e rappresentare la nostra famiglia. Io ho semplicemente continuato a fare quello che facevano loro.

Da sempre sono quella persona in un gruppo che scatta foto e che, soprattutto, le condivide con i rispettivi protagonisti immortalati. Credo di avere una missione di vita abbastanza chiara: creare ricordi e aiutare le persone ad accendere la loro creatività.

3) Hai lavorato anche al Dragón de la Calderona, occupandoti di fotografia e programmazione culturale. Che esperienza è stata e cosa ti ha lasciato?

El Dragón de la Calderona è un centro di ricerca d’arte nella natura creato da Rhea Marmentini, vicino a Valencia.

Fino ad ora è stato il progetto artistico più grande di cui mi sia occupata. È difficile descrivere cinque anni di residenza artistica in poche righe. A grandi linee posso dire che è stato come essere parte di un esperimento sociale in cui credere che tutto è possibile rende tutto possibile.

In più, è stato il luogo per eccellenza in cui ho stravolto molte delle mie convinzioni personali e artistiche e dove, finalmente, ho lasciato da parte il mio perfezionismo, abbandonandomi allo sperimentale e al non giudizio.

4) Nel tuo lavoro utilizzi spesso fotografia e tecniche legate alla luce. Cosa ti interessa di questi processi?

Nelle tecniche più sperimentali che abbraccio, mi interessa soprattutto testare il mio livello di pazienza e di distacco dal risultato. È un modo per praticare l’inclusione dell’errore e del non controllo all’interno del mio processo creativo.

5) Il 24 ottobre condurrai un workshop di cianotipia all’Ex Mercato di Torre Spaccata. Cos’è la cianotipia e cosa sperimenteranno i partecipanti?

La cianotipia, per me, è una tecnica molto minimal che mi ha dato l’opportunità di poter stampare in maniera autonoma e analogica anche essendo nomade.

Pochi materiali e infinite interpretazioni della stessa immagine mi hanno avvicinata alla possibilità di alterare la realtà e, in qualche modo, al surrealismo.

Durante il workshop i partecipanti potranno sperimentare direttamente questo processo, giocando con la luce, gli oggetti e le forme e scoprendo quanto possa essere imprevedibile il risultato finale.

6) Il 12 dicembre sarà invece la volta della solarigrafia. Come funziona questa tecnica e cosa la rende particolare?

La solarigrafia per me è pura magia e la dea dell’upcycling. Con una lattina riesco a catturare il passaggio apparente del sole nella volta celeste. So quello che faccio, ma allo stesso tempo non riesco nemmeno io a capacitarmene. Il risultato potrebbe anche non esserci. Ed è proprio questo uno degli aspetti che mi lega di più a questa tecnica.

Quello che mi interessa è anche il senso di collettività che riesco a creare intorno a questa pratica antica e sperimentale di osservazione e contemplazione del sole, che diventa il vero protagonista.

L’essere umano, per una volta, non è al centro dell’universo: si muove troppo velocemente e quindi non viene registrato nell’immagine.

7) Cosa ti piace del condividere queste tecniche attraverso workshop aperti anche a chi non ha esperienza artistica?

Credo fortemente che introdurre un gruppo di esseri umani all’arte sperimentale faccia, di conseguenza, accendere la loro creatività. Questo ha un effetto positivo sul modo di imparare a pensare fuori dagli schemi e
stimola il bisogno di avere un contatto umano e collettivo. Un’IA non può aver sperimentato qualcosa di così primordiale e manuale. Credo nella connessione tra menti creative.

Incontra Ilaria nell’Atelier Arti Visive

Ilaria Panci conduce due appuntamenti dell’Atelier Arti Visive di Creative Plaza, all’Ex Mercato di Torre Spaccata a Roma:

24 ottobre 2026 | Workshop di Cianotipia
Sperimentare immagini, luce, oggetti e composizioni attraverso uno dei più affascinanti processi fotografici analogici.

12 dicembre 2026 | Workshop di Solarigrafia
Costruire una camera fotografica con materiali semplici e osservare il movimento apparente del sole attraverso esposizioni di lunga durata.

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